Diventare consulente finanziario autonomo
La guida onesta per chi arriva dalla vendita: assicuratori, agenti di commercio, educatori patrimoniali. Comprese le due o tre cose scomode che nessuno ti dice prima.
La risposta in breve
Il consulente finanziario autonomo è un professionista iscritto in una sezione apposita dell'albo unico OCF (art. 18-bis del TUF). Presta consulenza sugli investimenti senza mai detenere i soldi o i titoli del cliente ed è pagato solo dal cliente: la legge gli vieta espressamente di incassare qualunque beneficio da terzi. È questo che lo separa dal consulente di banca o di rete.
Da qui discendono le due cose che rendono questo mestiere diverso da tutti gli altri. La prima: zero conflitti di interesse, perché non hai prodotti da collocare né mandanti da accontentare. La seconda, quella che i clienti capiscono al volo: il cliente tiene i soldi dove sono. Nella sua banca, nel suo intermediario, dove si trova già. Non deve spostare niente — tu lo consigli, non gli vendi il trasloco.
Per iscriversi servono cinque cose: un diploma quinquennale (la laurea non serve), il superamento della prova valutativa OCF — 60 domande in 85 minuti, si passa con 80/100 — i requisiti di onorabilità e di indipendenza, e una polizza RC professionale da almeno 1 milione di euro per sinistro.
Attenzione se vieni dalle assicurazioni: se sei agente (RUI sezione A), produttore diretto (C) o subagente (E), la professione di consulente autonomo è incompatibile con la tua. Non è un mestiere che aggiungi: è un mestiere che sostituisci.
Non è un titolo in più. È un mestiere diverso.
Se stai leggendo questa pagina, probabilmente vendi qualcosa da anni. Polizze, contratti, servizi. E a un certo punto ti è venuto il dubbio: perché devo guadagnare solo se il cliente firma quel prodotto lì?
È una bella domanda. Ed è esattamente la domanda da cui nasce la consulenza finanziaria autonoma.
Il consulente finanziario autonomo non colloca prodotti. Non ha un mandante. Non prende provvigioni da nessuno — e non è una scelta etica, è scritto nella norma. Il DM 206/2008, articolo 5 comma 3, dice testualmente che gli iscritti all'albo «non possono percepire alcuna forma di beneficio da soggetti diversi dal cliente al quale è reso il servizio».
Detto in soldoni: l'unico che ti paga è il cliente. Il che significa che l'unica cosa che vendi sei tu. La tua competenza, il tuo metodo, il tuo tempo.
Le due cose che il cliente capisce subito
1. Non hai conflitti di interesse. Nessuno. Non è una promessa che fai tu: è una condizione strutturale. Se non puoi incassare nulla da nessuno tranne che dal cliente, allora non hai un prodotto da spingere. Quando dici «questo fondo costa troppo», non stai rinunciando a una provvigione: non l'avresti presa comunque. È la differenza tra dire «fidati di me» e non aver bisogno di dirlo.
2. Il cliente non deve cambiare banca. E questa, nella pratica, è la frase che apre le porte. Il consulente di rete, per lavorare con te, deve portare i tuoi soldi a casa sua: bonifici, trasferimento titoli, chiudere e riaprire. È un attrito enorme, ed è il motivo per cui tante persone dicono di no senza nemmeno ascoltare.
Il consulente autonomo no. I soldi restano dove sono — nella banca che il cliente ha già, con l'home banking che conosce, sul conto intestato a lui. Tu non li tocchi mai, per legge non puoi. Gli dici cosa farne, e lo esegue lui. Sparisce la domanda più difficile della vendita finanziaria — «e adesso devo spostare tutto?» — perché la risposta è no.
Poi, certo, ci sono anche le cose scomode: nessuno stipendio, nessun mandante che ti manda i clienti, e una parcella che devi saper chiedere. Ci arriviamo.
Ed è qui che casca l'asino, perché è un ribaltamento totale. Nella vendita tradizionale il cliente non ti paga: ti paga l'azienda, quando lui firma. Nella consulenza autonoma il cliente tira fuori i soldi dal portafoglio e te li dà, e in cambio vuole valore. Non è più difficile. È diverso. E chi non lo capisce prima, lo scopre dopo — con l'albo già in tasca e nessun cliente.
Sei in una nicchia. Molto piccola.
Questa è la fotografia dell'albo OCF al 31 dicembre 2025, dalla Relazione annuale presentata il 7 luglio 2026.
Guardali bene, questi numeri. 851 contro 54.783. I consulenti autonomi sono l'1,5% scarso della professione.
Uno lo può leggere come «allora non funziona». Io la leggo al contrario: è un mercato dove la concorrenza è quasi inesistente e la domanda di indipendenza cresce ogni anno. Nel solo 2025 i CF autonomi sono aumentati di 110 persone — una crescita del 15% in dodici mesi, che nessun altro segmento dell'albo si sogna.
Ma sii onesto con te stesso: essere in pochi è un vantaggio solo se i clienti sanno che esisti. Altrimenti è solo solitudine. Ci torniamo.
Che cosa serve davvero per iscriverti
Sei requisiti, previsti dall'art. 148 del Regolamento Intermediari Consob e dal DM 206/2008. Nessuno di questi è impossibile. Uno è impegnativo, e uno se lo dimenticano quasi tutti.
| Requisito | Che cosa significa davvero |
|---|---|
| 1. Titolo di studio | Diploma quinquennale di scuola superiore (o quadriennale + anno integrativo). La laurea non serve. Punto. È una delle poche professioni finanziarie in cui il pezzo di carta universitario non è un cancello. |
| 2. Professionalità | Superare la prova valutativa OCF. È lo scoglio vero. A meno che tu non rientri in un caso di esonero (vedi sotto). |
| 3. Onorabilità | Niente condanne per reati bancari, finanziari, societari, fallimentari, tributari o contro il patrimonio e la pubblica amministrazione; niente misure di prevenzione. Se hai la fedina pulita, non ci pensare. |
| 4. Indipendenza | Nessun rapporto — patrimoniale, professionale o familiare — con banche, reti ed emittenti che possa condizionare il tuo giudizio. Sì, hai letto bene: anche familiare. Va dichiarato all'OCF. |
| 5. Requisiti patrimoniali | Polizza RC professionale da almeno 1.000.000 € per singolo sinistro e 1.500.000 € all'anno complessivi (art. 6 DM 206/2008). Deve restare attiva per tutta la durata dell'iscrizione. |
| 6. Requisiti organizzativi | Un programma di attività che descriva il servizio e la tua struttura. E qui c'è la voce che quasi nessuno mette in conto: ti serve un software. La consulenza MiFID compliant non è un consiglio dato a voce. Devi profilare il cliente, verificare l'adeguatezza di ogni raccomandazione rispetto al suo profilo, consegnargli la dichiarazione di adeguatezza e conservare traccia di tutto. A mano, con un foglio Excel, non si sta in piedi — né davanti a un controllo, né davanti a un cliente che ti chiede conto di un consiglio di due anni fa. È un costo ricorrente, ed è il primo che si dimenticano di calcolare. |
La scorciatoia su entrambi i punti 5 e 6
Se collabori in via esclusiva con una SCF, sei esonerato dai requisiti patrimoniali e organizzativi: niente polizza da procurarti, niente programma di attività da costruire — e il software di compliance te lo mette a disposizione la società. Ci torniamo più avanti, perché è la strada d'ingresso più semplice che esista.
L'esame OCF, in concreto
- 60 quesiti a risposta multipla, 85 minuti di tempo.
- Si supera con 80 punti su 100. È una soglia alta: non basta "andare a sentimento".
- Le domande escono da un database pubblico di 5.000 quesiti, aggiornato due volte l'anno. Tradotto: le domande le puoi studiare tutte. Non è un esame a sorpresa.
- Materie: diritto del mercato finanziario e disciplina dei CF (24 domande), matematica finanziaria, mercati, strumenti, pianificazione, finanza comportamentale ed ESG (19), diritto privato e commerciale (5), diritto tributario (6), previdenza e assicurazioni (6).
- Si fa a distanza, con sorveglianza da remoto, oppure in presenza. Più appelli l'anno.
- Nel 2025: 9.329 domande di partecipazione e 3.765 prove superate — circa il 44% di chi si è effettivamente presentato.
Quel 44% è il dato che devi tenere a mente, ma va letto bene: conta le prove, non le persone. Chi viene bocciato si ripresenta all'appello successivo, e se passa finisce dentro quel 3.765 esattamente come chi ce l'ha fatta al primo colpo.
Quindi il numero vero — quanti passano al primo tentativo — è più basso di 44 su 100. Quanto più basso, l'OCF non lo pubblica, e io non ho intenzione di inventarti una cifra. Ma il senso è questo: già meno di uno su due passa contando i ripetenti; al primo colpo ce la fa una minoranza più stretta ancora.
Non perché sia un esame diabolico. Perché in tanti si presentano pensando «tanto vendo da vent'anni, cosa vuoi che sia». La vendita non c'entra niente: qui si studia diritto e matematica finanziaria. Chi lo prende sul serio lo passa; chi lo sottovaluta lo rifà.
Chi non deve fare l'esame
Il DM 206/2008 (art. 2, comma 3) esonera dalla prova tre categorie:
- I consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede (gli ex promotori) che, per due anni nei tre precedenti, hanno lavorato per un intermediario che svolgeva consulenza in materia di investimenti.
- I quadri direttivi di terzo e quarto livello di banche e soggetti abilitati che, per due anni nei tre precedenti, sono stati addetti al servizio di consulenza — o hanno diretto una filiale o un'unità che se ne occupava. È la porta d'ingresso naturale per l'ex bancario.
- Gli agenti di cambio.
Il tuo punto di partenza cambia tutto
Qui la maggior parte dei contenuti che trovi in giro fa finta di niente. Io preferisco dirtelo prima, anche quando la risposta non ti piace.
🛡️ Vieni dalle assicurazioni? Leggi due volte.
Se sei agente assicurativo (RUI sezione A), produttore diretto (sezione C) o collaboratore/subagente (sezione E), ho una notizia scomoda: l'art. 163 del Regolamento Intermediari Consob dichiara la consulenza finanziaria autonoma incompatibile con la tua attività.
Significa che non puoi fare le due cose insieme. Per iscriverti come consulente autonomo devi cancellarti da quelle sezioni del RUI. Non è un'aggiunta al tuo biglietto da visita: è un cambio di mestiere, con tutto quello che comporta — compreso il reddito da polizze che smette di arrivare.
Ti sto scoraggiando? No. Ti sto dicendo di fare i conti prima, non dopo. Chi affronta questo passaggio con un piano — e con qualche cliente già pronto a pagarti una parcella — lo attraversa bene. Chi lo affronta d'impulso, torna indietro in un anno.
Sei un broker, iscritto alla sezione B? La sezione B non compare nell'elenco delle incompatibilità dell'art. 163. La tua posizione è diversa, e vale la pena guardarla nel dettaglio insieme.
🤝 Vieni dal settore della vendita B2C? Sei messo bene.
Se il tuo mestiere è vendere a persone — non ad aziende, ma a famiglie, privati, gente seduta dall'altra parte del tavolo — sei nel posto giusto. Vale per l'agente di commercio, per chi vende servizi al consumatore, per chiunque campi di trattative fatte guardando qualcuno negli occhi.
Sul piano normativo non ci sono ostacoli: chi vende beni o servizi non finanziari non rientra tra le incompatibilità dell'art. 163, che blocca l'agente di cambio, l'intermediazione assicurativa (RUI A, C, E) e l'agente in attività finanziaria ex art. 128-quater TUB. Se il tuo lavoro non ricade lì dentro, la strada è libera.
E poi c'è la parte bella: tu hai già il pezzo che non si insegna. Sei abituato a stare a partita IVA, a vivere di risultato, a costruire fiducia con una persona alla volta, a sentirti dire di no e a tornare il mese dopo. Chi esce dall'università con una laurea in economia non ha niente di tutto questo, e ci mette anni a costruirlo.
Quello che ti manca è la competenza tecnica — e quella, a differenza del carattere, si studia.
📚 Fai educazione patrimoniale o formazione? Ti manca solo il timbro.
Se già oggi spieghi soldi alle persone — corsi, divulgazione, educazione finanziaria — hai la materia prima e hai il pubblico. Quello che non hai è il titolo abilitante che ti permette di passare dal “ti spiego” al “ti consiglio”, cioè di dare consulenza personalizzata su strumenti finanziari e farti pagare per questo.
L'albo OCF è esattamente quel timbro. E nel tuo caso è il salto più corto di tutti: la credibilità ce l'hai già, va solo resa vendibile.
L'esame è il problema piccolo. I clienti sono il problema grande.
Passare la prova valutativa richiede qualche mese di studio. Trovare qualcuno disposto a firmarti un assegno per un consiglio, quando fino a ieri il consiglio glielo davano gratis in banca, richiede molto di più.
Te lo dico da dentro: il mercato italiano non sa che esisti. Il risparmiatore medio non ha idea che si possa pagare un professionista a parcella invece di lasciare i costi dentro al prodotto. Non è colpa sua: nessuno gliel'ha mai spiegato.
Quindi il tuo lavoro, il giorno dopo l'iscrizione all'albo, non è «fare consulenza». È farti capire. E questo è un lavoro di posizionamento e di comunicazione, non di finanza.
È esattamente ciò di cui mi occupo con Apollo: aiutare i consulenti autonomi a far percepire il valore di quello che fanno — e quindi a poterlo far pagare con serenità. Perché il punto non è vendere un prezzo: è far acquistare il tuo valore.
- Posizionamento: chi sei, per chi sei, e soprattutto per chi non sei.
- Comunicazione: raccontare la consulenza indipendente senza tecnicismi e senza forzature.
- Prezzo: costruire una parcella che sta in piedi — e saperla difendere senza imbarazzo.
- Primi clienti: da dove arrivano davvero, e in che ordine bussare.
Le referenze battono la pubblicità. Sempre.
Nessuno affida i propri risparmi a uno sconosciuto perché ha visto un annuncio. Ci si affida a chi qualcuno di cui ci si fida ha detto «vai da lui, è bravo». Nella consulenza finanziaria la fiducia non si compra: si trasferisce.
Ecco perché, oltre al percorso verso la SCF, c'è una seconda porta che posso aprirti: BNI — Business Network International — una rete di professionisti e imprenditori nata esattamente per questo, scambiarsi referenze qualificate in modo strutturato.
Un tavolo dove sei l'unico consulente finanziario
Il meccanismo di BNI è semplice e, per chi inizia, prezioso: i membri si incontrano con regolarità e si passano referenze concrete — non contatti freddi, ma persone presentate da qualcuno che risponde della propria raccomandazione.
E c'è una regola che cambia tutto: in ogni gruppo c'è un solo professionista per categoria. Significa che, come consulente finanziario, non hai concorrenti al tavolo: sei tu il riferimento per tutti gli altri membri e per le persone che loro conoscono.
Per chi arriva dalla vendita è un terreno familiare — è relazione, non marketing. Ed è il modo più rapido che conosco per passare da «ho l'abilitazione» a «ho i primi clienti».
BNI è un'organizzazione indipendente, non collegata ad Apollo. Posso accompagnarti a conoscerla e presentarti, non venderti un'iscrizione.
La scorciatoia legittima: collaborare con una SCF
C'è un dettaglio nella norma che quasi nessuno ti spiega, e che può farti risparmiare parecchio.
Se ti iscrivi all'albo come consulente autonomo e collabori in via esclusiva con una Società di Consulenza Finanziaria (SCF), sei esonerato dai requisiti patrimoniali e organizzativi: non devi procurarti da solo la polizza da 1 milione, non devi costruirti da zero il programma di attività — e, di norma, il software di consulenza MiFID compliant te lo dà la società. Risponde la SCF, presentando all'OCF la dichiarazione che attesta il rapporto di collaborazione.
Tradotto: entri nella professione con molta meno zavorra, dentro una struttura già in piedi, e ti concentri sull'unica cosa che conta davvero — i clienti.
Dal percorso Apollo alla consulenza in SCF
Il lavoro con Apollo può essere l'inizio di un percorso più ampio. Per i professionisti che vogliono avvicinarsi al mondo delle SCF, c'è la possibilità di conoscere in anteprima l'attività di Bert Consulting SCF, che opera con il brand Segreti Bancari.
È un'opportunità pensata per i percorsi migliori, che possono essere integrati all'interno di Bert Consulting SCF, entrando a far parte di una struttura di consulenza indipendente già strutturata — con l'esonero dai requisiti patrimoniali che ne consegue.
Quanto costa entrare
| Voce | Importo |
|---|---|
| Tassa di concessione governativa | 168 € (una tantum, all'iscrizione) |
| Imposta di bollo virtuale | 16 € |
| Quota annuale OCF 2026 — CF autonomo | 515 € l'anno · 257 € per gli under 30 che si iscrivono nell'anno in cui superano la prova |
| Polizza RC professionale | Variabile secondo il broker. Zero se collabori in via esclusiva con una SCF (sei esonerato). |
| Software di consulenza MiFID compliant | Costo ricorrente, ed è quello che tutti dimenticano. Ti serve per profilare il cliente, verificare l'adeguatezza delle raccomandazioni, produrre la dichiarazione di adeguatezza e conservarne traccia. Se collabori con una SCF, di norma te lo fornisce la società. |
| Corso di preparazione all'esame | Facoltativo. Sul mercato si va, indicativamente, dalle poche centinaia di euro in su. |
| Tempi di istruttoria OCF | Fino a 180 giorni per i consulenti autonomi. Mettilo in conto: non si è operativi il mese dopo. |
Gli importi della prova valutativa e del contributo di prima iscrizione vengono deliberati dall'OCF e possono cambiare: prima di fare i conti definitivi, controlla sempre la pagina ufficiale dell'OCF.
Parliamone.
Se sei arrivato fin qui, non stai cercando un volantino: stai valutando di cambiare mestiere. Scrivimi due righe su di te e ti rispondo io, dicendoti onestamente se ha senso — anche quando la risposta è no.
Il pulsante apre già una mail precompilata: ti basta completare i puntini.
Scrivo io, personalmente. Nessuna newsletter, nessuna sequenza automatica.
Le domande che mi fanno tutti
Che cos'è, esattamente, un consulente finanziario autonomo?
È un professionista iscritto nella sezione dedicata dell'albo unico tenuto dall'OCF, prevista dall'art. 18-bis del TUF. Presta consulenza in materia di investimenti senza mai detenere denaro o strumenti finanziari dei clienti ed è pagato esclusivamente dal cliente: per legge (art. 5, comma 3, DM 206/2008) non può percepire alcuna forma di beneficio da soggetti diversi dal cliente. È questo che lo distingue dal consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede, che lavora per una banca o una rete ed è retribuito con le provvigioni del suo mandante.
Da qui discendono le due caratteristiche che contano davvero per il cliente. Nessun conflitto di interessi: non avendo prodotti da collocare né mandanti da accontentare, il consulente autonomo non ha alcun incentivo a consigliare una cosa invece di un'altra. E soprattutto: il cliente non deve cambiare banca. I soldi restano dove sono già — sul conto intestato a lui, nel suo istituto, con il suo home banking. Il consulente autonomo non li detiene e non li sposta: dà le indicazioni, il cliente le esegue. Sparisce così l'ostacolo più grande della consulenza tradizionale, cioè dover trasferire il patrimonio presso l'intermediario del consulente.
Serve la laurea?
No. Serve un diploma di scuola superiore quinquennale (o quadriennale con anno integrativo), oppure un titolo estero equipollente. La laurea non è tra i requisiti previsti dal DM 206/2008.
Come funziona l'esame OCF?
La prova valutativa è composta da 60 quesiti a risposta multipla in 85 minuti, con punteggio massimo di 100 e soglia di superamento a 80/100. Le domande sono estratte da un database pubblico di 5.000 quesiti, aggiornato due volte l'anno: puoi studiarle tutte in anticipo. Si sostiene a distanza con sorveglianza da remoto oppure in presenza, su più appelli l'anno. Nel 2025 sono state presentate 9.329 domande di partecipazione e sono state superate 3.765 prove, circa il 44% di chi si è effettivamente presentato. Attenzione a come si legge quel dato: conta le prove, non le persone, perché chi viene bocciato si ripresenta e, se passa, rientra nel conteggio. La quota di chi supera l'esame al primo tentativo è quindi più bassa del 44%: quanto più bassa, l'OCF non lo pubblica.
Sono un assicuratore. Posso diventare consulente finanziario autonomo?
Sì, ma non puoi fare entrambe le cose. L'art. 163 del Regolamento Intermediari Consob stabilisce che l'attività di consulente finanziario autonomo è incompatibile con l'intermediazione assicurativa svolta come agente (RUI sezione A), produttore diretto (sezione C) o collaboratore/subagente (sezione E). Per iscriverti come consulente autonomo devi cancellarti da quelle sezioni del RUI: è una sostituzione di mestiere, non un'attività da affiancare. Il broker (sezione B) non compare invece nell'elenco delle incompatibilità.
Sono agente di commercio. Posso?
Sì. L'agente di commercio che tratta beni o servizi non finanziari non rientra tra le incompatibilità dell'art. 163, che riguardano l'agente di cambio, l'intermediazione assicurativa (RUI A, C, E) e l'agente in attività finanziaria ex art. 128-quater TUB. Restano ovviamente da soddisfare i requisiti ordinari: diploma, prova valutativa, onorabilità, indipendenza e polizza.
Che polizza devo avere?
Una RC professionale per i danni da negligenza professionale, attiva per tutto il periodo di iscrizione, con copertura di almeno 1.000.000 € per ciascuna richiesta di indennizzo e 1.500.000 € all'anno per il totale delle richieste (art. 6 DM 206/2008). Se collabori in via esclusiva con una SCF sei esonerato dai requisiti patrimoniali e organizzativi: risponde la società.
Chi è esonerato dall'esame?
Secondo l'art. 2, comma 3, del DM 206/2008: i consulenti abilitati all'offerta fuori sede che per due anni nei tre precedenti hanno operato per un intermediario che svolgeva consulenza sugli investimenti; i quadri direttivi di terzo e quarto livello di soggetti abilitati addetti al servizio di consulenza (o responsabili di una dipendenza o unità che se ne occupava), sempre per due anni nei tre precedenti; gli agenti di cambio.
Quanti sono i consulenti finanziari autonomi in Italia?
Al 31 dicembre 2025 erano 851 (erano 741 un anno prima), affiancati da 103 società di consulenza finanziaria. Nello stesso momento i consulenti abilitati all'offerta fuori sede — quelli di banche e reti — erano 54.783. La consulenza autonoma è quindi ancora una nicchia molto piccola, ma è il segmento con l'età media più bassa dell'albo (intorno ai 44 anni) e in crescita costante.
Quanto costa iscriversi?
168 € di tassa di concessione governativa più 16 € di bollo all'iscrizione. Poi la quota annuale OCF, che per il 2026 è di 515 € per i consulenti autonomi, ridotta a 257 € per gli under 30 che si iscrivono nello stesso anno in cui superano la prova. A questi si aggiungono la polizza RC, l'eventuale corso di preparazione e — la voce che quasi tutti dimenticano — il software di consulenza MiFID compliant, che è un costo ricorrente e serve per profilare i clienti, verificare l'adeguatezza delle raccomandazioni e conservarne traccia. Polizza e software, di norma, non li paghi se collabori in via esclusiva con una SCF. Metti in conto anche i tempi: l'istruttoria per gli autonomi può richiedere fino a 180 giorni.
Ho l'abilitazione. Ma i primi clienti da dove arrivano?
È la domanda giusta, ed è quella che quasi nessuno si fa prima di iscriversi all'albo. La risposta breve: dalle referenze. Nella consulenza finanziaria la fiducia non si compra con la pubblicità, si trasferisce: le persone si affidano a chi è stato loro raccomandato da qualcuno di cui già si fidano. Per questo, oltre al lavoro di posizionamento e comunicazione, accompagno i consulenti a conoscere BNI (Business Network International), una rete di professionisti e imprenditori costruita proprio per scambiarsi referenze qualificate in modo strutturato. Il punto forte, per un consulente che inizia, è che in ogni gruppo c'è un solo professionista per categoria: al tavolo non hai concorrenti, sei tu il riferimento finanziario per tutti gli altri membri.
Quanto si guadagna?
Ti do la risposta onesta, non quella che vende: non esiste una rilevazione ufficiale dell'OCF o della Consob sui redditi dei consulenti finanziari autonomi. Tutte le cifre che girano online vengono da blog e portali di stipendi, e vanno prese per quello che sono. Quello che si può dire con certezza è come si guadagna: essendo fee-only, ti paga solo il cliente — con una parcella a percentuale sul patrimonio seguito, a forfait o a ore. Il che significa che il tuo reddito dipende da due sole variabili: quanti clienti hai e quanto patrimonio ti affidano. Non da quanti prodotti collochi. Chiunque ti prometta una cifra prima di sapere questo, ti sta vendendo qualcosa.
Fonti
Tutti i dati normativi e statistici di questa pagina vengono da fonti primarie. Verificali pure — anzi, fallo.
- OCF — Iscrizione dei consulenti finanziari autonomi
- OCF — Prova valutativa e quote annuali
- DM MEF 24 dicembre 2008, n. 206 — requisiti dei consulenti finanziari autonomi
- Regolamento Intermediari Consob n. 20307/2018 — artt. 146, 148, 149, 163
- Relazione annuale OCF sui dati al 31 dicembre 2025, presentata il 7 luglio 2026
Questa pagina ha finalità informative e divulgative. Non costituisce consulenza legale né consulenza in materia di investimenti. La normativa può cambiare: prima di prendere decisioni, verifica sempre sulle fonti ufficiali OCF e Consob.